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STORIA DI UN UOMO INUTILE di M. Gor'kij: parziale delusione

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Il protagonista di Storia di un uomo inutile è Evsej Klimkov, un giovane borderline che nella Russia del primo Novecento ancora zarista vive l'abbruttimento e la miseria della società del tempo, assiste a scene di degrado umano e civile e intanto rotola come una pietra solitaria verso una maturità che minaccia soltanto nubi all'orizzonte. Un riscatto personale potrebbe essere rappresentato dall'arruolamento tra le spie della polizia zarista – punto di svolta dopo la piattezza della prima parte del libro - ma ben presto Evsej si accorge che non c'è grande differenza tra i sorveglianti di cui fa parte, delusi e quasi solidali coi nemici dello zar, e i controllati, cioè sovversivi e rivoluzionari dalle idee confuse. E anche il romanzo non si riscatta nella, un poco più tonica, seconda parte. Non avevo letto nulla di Maksim Gor'kij (nella foto sopra a Capri nel periodo in cui scrisse Storia di un uomo inutile ) in precedenza e appena notato Storia di un uomo...

LETTERE SULLA CREATIVITÀ di F. Dostoevskij: un populista dei suoi tempi? No, inattuale ora ed allora.

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Dostevskij populista? Semmai il ritratto sulla copertina di Lettere sulla creatività può far pensare a un hipster ante litteram dalla barba fluente. Però l'insigne scrittore non è vestito come un fesso, ergo non può essere un hipster. Lo fosse stato avrebbe scritto delle lettere sulla cretinità . Oltre a questa sciocchezza introduttiva, può darsi che abbiate letto l'altra amenità con cui ho introdotto su Facebook questo post: “ FLAVIO BRIATORE, intervistato da EUGENIO SCALFARI, ha dichiarato che "DOSTOEVSKIJ è il più grande perché spalanca le porte all'infinito che abbiamo dentro. Peccato che fosse un fottuto populista". Condivido solo la prima parte. Le LETTERE SULLA CREATIVITÀ contribuiscono a spiegare perché ”. Naturalmente Briatore – almeno che io sappia - non ha mai dichiarato nulla di simile su Dostoevskij e dubito fortemente che l'abbia mai letto. Però chiacchierando del più e del meno con Scalfari potrebbe aver pronunciato la frase sopra per fa...

L'ULTIMO COSMONAUTA di A. Reynolds: piacevole FS tradizionale

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L'ultimo cosmonauta è un breve romanzo uscito nel 2010 ad opera del gallese Alastair Reynolds, scrittore di science fiction che ultimamente raccoglie parecchi consensi. Il romanzo si apre in un futuro molto prossimo con un ex astronauta russo in fuga nella gelida notte siberiana, relegato e ricercato dopo essere stato uno dei pochi a contatto con la Matrjoska, una colossale astronave aliena che staziona nel sistema solare. Trama e ambientazione di L'ultimo cosmonauta sono molto tradizionali, ma questo non è detto che sia un difetto. Per me, almeno, non lo è. Alastair Reynolds ha lavorato per l’Agenzia Spaziale Europea fino al 2004, e si vede. Tuttavia in L'ultimo cosmonauta il versante tecnologico non prende noiosamente il sopravvento, pur rimanendo solida cornice di una storia ricca di suspense. La copertina,  fosse stata un po' meno 'plasticosa' e in stile pulp ,  mi sarebbe piaciuta di più. Comunque, una lettura piacevole.

ANSCHLUSS. L'ANNESSIONE di V. Giacché o Della tendenza alla totalità dei governanti tedeschi

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Questo è un libro che si prende in mano diffidenti, visto che ultimamente l'invettiva antitedesca va un po' di moda e il timore che anche questo volume voglia cavalcare l'onda è forte. In effetti Anschluss è decisamente critico verso i governanti tedeschi. Niente affatto, verso i cittadini tedeschi in generale, senz'altro più vittime che carnefici. Una critica che comunque origina da evidenze ineludibili, quasi mai affrontate da storici, economisti ed intellettuali. Chiarisco, siccome mi sono trovato a condividere l'impostazione del libro, che io non posso disprezzare la Germania, la sua letteratura e la sua cultura . Basta dare un'occhiata a questo blog. Ammiro l'ineguagliabile apporto tedesco al rigoglio della musica classica occidentale. E quando da turista mi sono recato in Germania mi sono sempre sentito perfettamente a mio agio. Diciamo pure che tornerei in Germania tutti gli anni. In Germania sovente pare di trovarsi nella culla della civiltà. Eppu...

CARSPOTTING di Sandy MacNair: biografia alcolica su Irvine Welsh, ma senza il suo talento

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  Carspotting è una specie di biografia alcolica dedicata a Irvine Welsh dal suo amico di gioventù Sandy MacNair. È un libro interessante perché prova che pagine e pagine a base di sbronze e di reietti della società, per quanto ben scritte, possono solo annoiare se non possiedi il talento di Irvine Welsh . Infatti dopo i primi capitoli Carspotting inizia a stancare. Si capisce fin da subito che a Irvine Welsh piaceva abbruttirsi di alcol in compagnia e che era dotato di una parlantina sciolta che diveniva pericolosa quando era fradicio, ma dopo qualche pagina il concetto è fin troppo chiaro e digerito. La biografia, peraltro, è edulcorata: non vi è cenno all'uso di sostanze stupefacenti , di cui Irvine Welsh, com'è noto, è stato variamente sperimentatore. Tornano ad essere abbastanza interessanti i capitoli finali, dove Sandy MacNair ci racconta del Welsh scrittore di successo e benestante ancorché non del tutto pacificato. Carspotting , comunque, è prescindibile per chi...

NOVE INFRAMONDI di AA. VV., a cura di D. G. Hartwell & K. Cramer: utile antologia di fantascienza

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(Silvio Berlusconi ha dichiarato più volte che dopo una notte passata a far l'amore con varie donne da lui ammaliate non c'è nulla di meglio di un bel racconto di fantascienza per corroborarsi e smaltire il Viagra. Credo che questa Nove Inframondi sia una raccolta che può aver apprezzato.) Scherzi a parte, Nove inframondi raccoglie la prima parte dell'antologia annuale, curata da David G. Hartwell & Kathryn Cramer (i due simpatici ragazzi della foto qua sotto), coi migliori racconti, in questo caso, del 2008. Queste raccolte sono assai apprezzate come aggiornamenti dello stato dell'arte della fantascienza. Soprattutto permettono di conoscere qualche nuovo autore o confermano le qualità di qualcuno già conosciuto. Prendo a prestito parte della recensione dell'Iguana dal suo blog : " La qualità media di questo volume è elevata e lo sarebbe stata ancor di più, se non per la presenza di un paio di racconti che ho cordialmente detestato (mi rifer...

RONNIE, MIO PADRE di J. Le Carré: elegante memoir sulla figura paterna

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Ronnie mio padre è un libro che nasce da una 'furbata' della Mondadori, che ha ben pensato di pubblicare nel 2006 un testo che John Le Carré aveva pubblicato in origine su un periodico quattro anni prima. Quindi quello di Ronnie mio padre non è il solito Le Carré, ma è piuttosto Mr. David Cornwell che con stile elegante e un pizzico di humor inglese ci serve un breve memoir dove fa i conti con la propria figura paterna. Una figura parecchio ingombrante, per non dire imbarazzante.  Il padre di Le Carré fu, infatti, un imbroglione matricolato, sfrontato, affabile, amante del lusso e dell'eleganza, che permise ai figli di frequentare scuole al di sopra delle loro possibilità (magari senza pagare la retta) e che non si faceva scrupolo di spillare denaro per i suoi fini persino al figlio scrittore di successo (questo bel tomo qua sotto). Riflettendo su Il sarto di panama ho già accennato a come l'ombra del padre di Le Carré si proietti poderosa sulla sua oper...