ROBOT N. 76 di T. Olde Heuvelt e altri: picchi e avvallamenti qualitativi
Il numero 76 di Robot, dell'inverno 2016, vale innanzitutto per la splendida novella di Thomas Olde Heuvelt Il giorno che il mondo si mise a testa in giù che apre la rivista nel migliore dei modi . Premio Hugo che, per quanto mi riguarda è ben meritato. Racconto più fantastico che fantascientifico, ma intrigante fin da subito e innervato di una sana ironia. Mi è piaciuto anche Henrietta di Paolo Aresi, autore italiano che solitamente si dedica a narrazioni spaziali e che stavolta cala sulla terra del futuro prossimo le vicende di una scoperta fin troppo sensazionale per passare inosservata agli occhi delle autorità. Kareena di Massimo Soumaré, ambientato nel Mondo9 creato da Dario Tonani, non mi ha detto molto. Troppo farraginosi per i miei gusti, invece, i venti racconti di una pagina che formano I vagoni di Trainville , inserito nella realtà immaginata da Alain Voudì. Da Timbuctù, l'ora dei Leoni, lungo racconto ucronico di Robert...