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LA CARTA E IL TERRITORIO di M. Houellebecq: "L'arte è sempre un'aggressione"

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  Lo scrivo subito che considero La carta e il territorio , il romanzo di Michel Houellebecq uscito nel 2010 e vincitore del premio Goncourt, un capolavoro dei nostri tempi, uno di quei romanzi necessari in una certa epoca, destinati a divenire classici in futuro . Non tutti concorderanno con la mia opinione, ma sono convinto che qualcuno ne diverga perché ai suoi occhi – magari inconsapevolmente - Houellebecq deve scontare il peccato mortale di essere uno scrittore di successo e sovente al centro dell'attenzione mediatica. Dell'importanza di Houellebecq nel panorama letterario attuale ho già accennato a proposito del suo romanzo Sottomissione . La carta e il territorio narra della vita dell'artista Jed Martin, del processo creativo alla base delle sue opere, fotografie, quadri, filmati, e del successo da lui ottenuto. La terza parte del libro devia dalla linea narrativa principale per dar vita a un falso plot giallistico. L'epilogo, infine, si svolge in un futuro...

GODETEVI LA CORSA di Irvine Welsh: una intelligente dissolutezza

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Non ho ancora ben capito se per me leggere i libri di Irvine Welsh sia più un piacere o un vizio o una forma di depravazione. Notoriamente l'autore scozzese - che più scozzese non si può - si dedica a temi triviali, di cattivo gusto, che sarebbe un eufemismo definire politicamente scorretti, travalicando talvolta il limite del grottesco. Eppure a me i suoi libri piacciono parecchio. Per ragioni che trovo persino giustificabili. Innanzitutto lo stile. Energia pura, dialoghi al limite dell'assurdo ma verosimili, la capacità di far parlare in prima persona chiunque, anche un analfabeta o un incapace di intendere e volere, un lessico di fantasia iperbolica, un ritmo che avvince.   L'iperrealismo della sua scrittura ricrea un mondo che pare scagliarsi fuori dalla pagina per aggredirti.   Il suo traduttore storico, Massimo Bocchiola, in questo romanzo, come in quelli precedenti, ha dato eccellente prova di sé. Tanto da chiedersi se l'originale in inglese meravigliosamente...

LA DOCTA IGNORANTIA DI CHI HA VOTATO BREXIT

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(Visto l'andazzo temo che questo post piacerà a pochi. Ciononostante mi piacerebbe lo leggessero soprattutto coloro a cui non piacerà.) In questi giorni molto si è discusso, e tuttora si discute di vari aspetti della Brexit. Le asserzioni ripetute con maggiore intensità nei giorni scorse sono grossomodo queste: 1- Il referendum ha spaccato in due il regno Unito perché hanno scelto l'opzione Brexit il 52% dei votanti. 2- Il referendum ha spaccato in due il regno Unito perché la Brexit sarebbe stato votato della parte di popolazione più povera e ignorante. 3 - Il voto dei fautori del Leave è stato determinato innanzitutto dalla paura degli immigrati (paura del diverso + paura di chi ti ruba il posto di lavoro). 4 - Sotto il profilo economico le conseguenze per il Regno Unito e per il mondo saranno catastrofiche, o comunque avranno risvolti assai negativi. 5 - Sotto il profilo socio politico hanno vinto gli elettori più conservatori, più nazionalisti, più timorosi dei cambi...