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Visualizzazione dei post con l'etichetta STORIE

I GIORNI E GLI ANNI VOL. 2 di Uwe Johnson: passato e presente

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Significativo scambio di battute tra la figlia Marie e la madre Gesine, a pagina 177 di I giorni e gli anni , volume secondo: " Marie di buon grado parla tedesco. - Se racconti e ti mancano dei pezzi, tu riempi con qualcos'altro, e io ci credo lo stesso. - Non ti ho mai promesso la Verità. - Certo che no. Soltanto la tua verità. - Come io me la figuro. " Soltanto la verità di Gesine, dunque, come lei se la figura. Oltretutto da riempire con qualcos'altro qualora la memoria faccia cilecca. Questo a ribadire lo stile, per così dire, congetturale della quadrilogia I giorni e gli anni , di cui ho scritto a proposito del primo volume ( qui , per la precisione). In questo secondo volume del capolavoro di Uwe Johnson, pubblicato originariamente in Germania nel 1971 e da me (ri)letto nell'edizione Feltrinelli del 2005 (ristampato da L'Orma nel 2014) è narrata la cronaca delle giornate di Gesine e Marie dal 20 dicembre 1967 al 19 aprile 1968, corredata, in manie...

I GIORNI E GLI ANNI VOL. 1 di Uwe Johnson: infiniti dubbi e poche risposte sotto il nostro cielo

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Durante l'esame  di  un'opera letteraria spesso  trovo utile  la millenaria distinzione tra forma e sostanza. differenziare  quello che un libro ci dice dalla maniera in cui lo dice. Sotto qualche aspetto si può ritenere  questo metodo inadeguato, stantio o obsoleto. Da parte mia, trovo che talvolta sia quasi inevitabile impiegarlo. Molto dipende dal tipo di libro con cui si ha a che fare. Ultimamente, a d esempio, discutendo intorno all'opera di  Thomas Pynchon , mi è capitato di notare come sia decisamente sbilanciato sul versante formale della scrittura - ricercata, sovente ostica - e, per converso, piuttosto nebuloso quanto a sostanza o addirittura fermo ai primi strati della crosta dei contenuti.  Per altro verso Dostoevskij non è considerato - e non si considerava egli stesso - un esempio di bella scrittura, eppure lo spessore concettuale dei suoi libri rimane inarrivabile. Premesso c iò, I giorni e gli anni di Uwe Jo hnson, pub...

IL SOTTOTENENTE GUSTL di A. Schnitzler: vivere e narrare al contempo

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Il 1900 fu, banalmente, l'anno di passaggio tra due secoli, ma anche un anno cruciale per Arthur Schnitzler che proprio con Il sottotenente Gustl , pubblicato in quell'anno, riuscì a trovare in maniera compiuta la sua voce letteraria.  Il libro consiste in un lungo monologo in cui un militare austriaco, anzi, austroungarico, dalla condotta tutt'altro che irreprensibile narra  qualche ora della sua vita  in presa diretta, cioè in prima persona presente, che tallona il presente, con parecchi puntini di sospensione che ricordano quali il Celine  di Morte a credito . In realtà accade poco, in questo racconto, che sovente assume i tratti della commedia. Importante è invece la prospettiva scelta dal narratore, quella prima persona che annulla qualsiasi distanza tra soggetto e narratore, tra il gesto di vedere/pensare/vivere da parte del narratore e l'atto, qui subitaneo, di narrare. Oggi questa modalità narrativa è estremamente diffusa e ai nostri occhi assai f...

IL REDENTORE di R. Musil: un'occhiata all'abisso di L'uomo senza qualità

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Il redentore  di Robert Musil altro non è che la ricomposizione dello stato dei lavori tra il 1921 e il 1922 di quell'enorme edificio in eterna costruzione che fu  L'uomo senza qualità  (se non lo conoscete: consultate wikipedia un attimo), il cui primo volume fu pubblicato nel 1930, il secondo nel 1932, brani ulteriori nel 1943 (dopo la morte dell'autore), ma che non trovò mai conformazione definitiva. Forse l'opera incompiuta per eccellenza nella storia della narrativa. Ad ogni modo uno degli esiti fondamentali della narrativa e della cultura del Novecento. Nonché una delle letture più ardue in cui cimentarsi. Com'è dunque questa bozza di L'uomo senza qualità ? Il redentore è piuttosto frammentario e a tratti anche ostico, ça va sans dire . A prescindere da ciò, credo sia un bell'assaggio del piatto forte destinato a  rimanere incompiuto. Scrivo 'credo' perché lessi L'uomo senza qualità 17 anni or sono. Urge una rilettura, mi dico ogni ta...

IL SENSO DELLA VITA (SECONDO ME) di Jack London: come Jack voleva rendere il mondo un posto migliore

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Il senso della vita (secondo me) , curato da Mario Maffi, raccoglie d ue articoli e due racconti di Jack London che illustrano la sua visione della vita soprattutto dal punto di vista socio-politico. Giustamente il curatore Mario Maffi a proposito dello scrittore statunitense menziona il suo " schierarsi istintivo, il pathos nell’abbracciare la causa dei disinherited , la capacità di racchiudere nello sguardo ferito o nella parola tagliente di un personaggio la sofferenza e il furore di un’intera classe ", tutte caratteristiche che rendono i due articoli documenti essenziali per comprendere il pensiero di un autore che forse dal punto di vista politico era ingenuo e irruento, ma senza dubbio cercava la via per rendere il mondo un posto migliore per tutti. A riprova di ciò Maffi ricorda che Jack London " nel 1905, durante un comizio a Los Angeles, dopo aver ricordato le parole di numerosi critici, le loro valutazioni e classificazioni, dichiarò: «Prima che mi si ...

LA SETTIMANA BIANCA di E. Carrère: thriller raffinato, ma non sconvolgente

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La settimana bianca di Emmanuel Carrère è un thriller breve, ma intenso, pubblicato nel 1995, e che costituisce l'ultima opera di pura invenzione  dello scrittore francese , prima che incominciasse a dedicarsi completamente (almeno finora) a narrazioni ispirate a vicende reali, talvolta personali. Il protagonista è Nicholas, un ragazzino che frequenta le scuole elementari e che durante la settimana in montagna organizzata dalla scuola conoscerà l'orrore, il male assoluto, immotivato. Tutto accade a margine dellla linea narrativa principale, incentrata su quanto vede e sente il piccolo protagonista. L'attenzione dello scrittore è dedicata al versante più morboso e inquietante della storia, in un crescendo in cui il lettore comprende ben presto come stanno le cose, ma rimane in apprensione perché vuol sapere quali saranno le conseguenze che dovrà subire il piccolo Nicholas. Ad onore di Carrère (il bel tomo dalle rughe profonde, qua sotto) bisogna dire che nel 1995 non e...

TIRO AL PICCIONE di John Le Carré: episodi autobriografici, di classe.

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Tiro al piccione di John Le Carré è un'autobiografia e, come tale, va vista, coi suoi pregi e difetti.  I pregi stanno nelle curiosità che chi ama l'autore può soddisfare sotto diversi aspetti.  I difetti stanno nel fatto che talvolta durante la lettura è lecito pensare chissenfrega! A maggior ragione lo penserà chi non è un appassionato. Comunque sia, a me in generale Tiro al piccione è piaciuto. Merito ovviamente anche dell'arte narrativa che Le Carrè sa dispiegare con rara capacità. Poi le curiosità da soddisfare sono tante e gli episodi quasi tutti interessanti, benché l'autore non scenda quasi mai nel particolare personale tranne quando narra del padre imbroglione (riprendendo  il testo già pubblicato in Italia come Ronnie, mio padre , di cui ho scritto qua ). Ad esempio, Le Carrè ci rivela:  " Lo spionaggio mi è stato imposto sin dalla nascita, allo stesso modo in cui il mare è stato imposto a C. S. Forester o l’India a Paul Scott. Ho cercato di ...

VITTORIA (Trilogia SteamPunk I) di P. Di Filippo: punk a tutto vapore!

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Vittoria è primo racconto della Trilogia Steampunk di Paul Di Filippo, proposto dalla Delos con la splendida copertina che si vede sopra. Cavolo è lo steampunk? Il 'punk a vapore', ce lo spiega Wikipedia , " è un filone della narrativa fantastica fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all'interno di un'ambientazione storica, spesso l'Ottocento e in particolare la Londra vittoriana dei romanzi di Conan Doyle e H. G. Wells. Le storie steampunk descrivono un mondo anacronistico (a volte un'ucronia) in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) e l'energia elettrica torna a essere, come nella fantascienza ottocentesca, un elemento narrativo capace di ogni progresso e meraviglia; dove i computer sono completamente meccanici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l'orbita della Luna ". Non avevo mai frequentato prima il genere, nemmeno in ambito fumettis...

DON CHISCIOTTE di M. de Cervantes: libro straricco, ma (la prossima volta) non mi ci ficco

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Suonerà come una bestemmia in chiesa, ma se qualcuno mi chiedesse: vale la pena di leggere Don Chisciotte ? io gli risponderei: leggi le prime duecento pagine, lenisci la tua curiosità, poi non sentirti in colpa se lo abbandonerai. E pensare che l'edizione da me letta è davvero  di gran pregio: oltre 2000 pagine con testo spagnolo a fronte, esito di oltre cento edizioni compulsate al fine di trarne la versione più vicina alle intenzioni di Cervantes, con una introduzione del curatore e una del traduttore che arricchiscono il testo e infine le note esplicative, purtroppo a fine testo - pessima usanza sempre e comunque, questa - che esplicano davvero e agevolano la comprensibilità. Tornando al mio consiglio iniziale, se qualcuno intende leggerlo tutto, e non soltanto le (circa) prime 200 pagine, be', lo si può fare abbastanza agevolmente, Don Chisciotte è tutt'altro che illeggibile e ha resistito ottimamente ai quattro secoli trascorsi dalla sua prima pubblicazio...

ROBOT N. 76 di T. Olde Heuvelt e altri: picchi e avvallamenti qualitativi

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Il numero 76 di Robot, dell'inverno 2016, vale innanzitutto per la splendida novella di  Thomas Olde Heuvelt  Il giorno che il mondo si mise a testa in giù che apre la rivista nel migliore dei modi . Premio Hugo che, per quanto mi riguarda è ben meritato. Racconto più fantastico che fantascientifico, ma intrigante fin da subito e innervato di una sana ironia. Mi è piaciuto anche  Henrietta di Paolo Aresi, autore italiano che solitamente si dedica a narrazioni spaziali e che stavolta cala sulla terra del futuro prossimo le vicende di una scoperta fin troppo sensazionale per passare inosservata agli occhi delle autorità.  Kareena di Massimo Soumaré, ambientato nel Mondo9 creato da Dario Tonani, non mi ha detto molto. Troppo farraginosi per i miei gusti, invece, i venti racconti di una pagina che formano I vagoni di Trainville , inserito nella realtà immaginata da Alain Voudì.  Da Timbuctù, l'ora dei Leoni,  lungo racconto ucronico di Robert...

CRIME di Irvine Welsh: un thriller riuscito, venato di dissolutezza

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( Mi è già capitato di paragonare Irvine Welsh al whisky scozzese  -come lui - Laphroaig, noto per il sapore di torba: una delizia per alcuni - fra cui il sottoscritto -, imbevibile per altri. Nel caso di Crime l'aroma di Irvine Welsh si è inaspettatamente addolcito. Stavolta lo accosterei a un whisky, sempre rigorosamente scozzese, dal gusto più morbido: uno Jura 16 anni, dal gusto più accogliente, più classico, ma che infonde comunque un piacere intenso. ) Crime , romanzo del 2008, rappresenta per Irvine Welsh una prova di maturità o, quanto meno, una scommessa vinta. Per almeno due motivi.  Primo, si tratta del suo primo libro inquadrabile grossomodo in un genere, il thriller. Ed è un thriller che funziona. Fino alla fine si legge in trepidante attesa di vedere come andrà a finire sia la vicenda principale sia quella che riguarda il passato del protagonista. Secondo, mi pare sia la prima opera di Welsh in cui non la fanno da padrone storie di outsiders con contorn...

ROBOT rivista n. 58 di Ted Chiang e altri: numero interessante

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Prendere in mano questo numero della rivista Robot risalente all'autunno 2009 è stata innanzitutto una bella occasione per rileggere Respiro di Ted Chiang, pubblicato in questa sede per la prima volta in Italia. Il racconto dello scrittore statunitense si è confermato una raffinata cronaca da un mondo 'altro', a cavallo tra narrativa e saggistica, come tipico di molta della sua esigua produzione. Un grande scrittore, punto e basta. Memorie perdute di Adriana Lorusso e La spirale del silenzio di Francesco Verso non sono male. Discreto, ma nulla di che, L'emporio delle meraviglie di Alastair Baffle del veterano della SF Mike Resnick. Riguardo ai saggi, l'inchiesta La fantascienza è morta? a cura di Silvio Sosio e Giovanni Di Matteo è un pezzo  davvero   interessante. Molti interrogativi, qualche risposta, comunque parecchie riflessioni di rilievo. Da segnalare anche l'articolo  Roman e il professore di Giorgio Betti, incentrato su Roman Polanski e S...

REAL MARS di A. Vietti: alzare l'asticella della fantascienza italiana.

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Più di uno, anche l'autore, ha fatto notare che la trama di Real Mars può ricordare l'attacco di certe barzellette: ci sono un russo, una francese, una tedesca e un italiano che vanno su Marte su un razzo... Però Alessandro Vietti introduce una variante cruciale: la televisione nella sua declinazione più invasiva, il reality . Già, finalmente l'ESA invia degli umani alla conquista di Marte, ma dove trovare i fondi per compiere l'impresa? Dalla televisione. La missione per Marte diventa un reality, le telecamere inseguono gli astronauti durante la vita quotidiana sulla loro navicella che a questo punto corrisponde alla famigerata casa del Grande Fratello. La copertina di Real Mars  è  difficilmente   riconducibile a un romanzo di fantascienza. Non a caso. Per l'autore , infatti, " è riduttivo definire Real Mars solo fantascienza (...). Del resto il libro è nato proprio per situarsi sul confine, per essere un romanzo che fosse leggibile con soddisfazi...

IL PREFETTO di A. Reynolds: riuscito romanzo di fantascienza.

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Il prefetto è un solido thriller fantascientifico del gallese Alastair Reynolds pubblicato in origine nel 2007. Si tratta del quinto romanzo ambientato, in veste di prequel , nel mondo di Rivelazione . L'autore ha dichiarato al blog Nocturnia di Nick Parisi: " Per quanto riguarda Il Prefetto tutto è cominciato a causa del mio editor dell'epoca che continuava a ripetermi quanto sarebbe stato interessante vedere il mio universo durante il suo periodo d'oro, prima cioè che arrivasse la peste destrutturante. Il problema in questo caso è il classico problema che si ha con tutte le utopie - cioè che sono noiose, a meno che qualcosa non cominci ad andare storta! Così mi sono concentrato sull'idea di basare il libro su una sorta di forza di polizia, con il compito di mantenere questa società al sicuro ". La linea narrativa segue la sua strada con pochissimi, lievi, cedimenti.  Dalla sua il romanzo, oltre al ritmo sostenuto, ha un'ambientazione ricostru...

CRASH di J. G. Ballard: una formidabile, deviante, installazione in forma di romanzo

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Ossessivo, pornografico, violento, perverso, questi alcuni degli aggettivi coi quali classificare Crash di James Graham Ballard. E poi disturbante, disturbante al punto da risultare talvolta grottesco. D'altra parte Ballard sceglie di raccontare qualcosa di non raccontabile, o meglio, qualcosa di quasi inimmaginabile , sulla scia della precedente raccolta di racconti La mostra delle atrocità . Il protagonista e narratore in prima persona di questo romanzo uscito nel 1973, portato sullo schermo nel 1996 da David Cronenberg (più sotto un'immagine del regista sul set), si chiama James Ballard, come l'autore. Ballar d rimane coinvolto in un incidente automobilistico, uno scontro frontale con la vettura di una coppia. Il marito muore sul colpo, sbalzato fuori dall'abitacolo, la moglie rimane ferita e sotto choc. Nell'attesa dei soccorsi Ballard e la donna, imprigionati sui propri sedili, iniziano a nutrire vicendevolmente pensieri morbosi. I due poi, insieme alla...

IL FIGLIO DEL LUPO di Jack London: meravigliose storie di uomini duri e di natura spietata

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Anno 1900: esce  Il figlio del lupo , l'esordio in libreria di Jack London. Nove racconti ambientati nelle lande del grande Nord, dedicati a uomini e donne più o meno intrepidi, che avevano visto la luce su rivista negli anni appena precedenti, riproposti così in volume. Questi i racconti:    In un paese lontano ( In a Far Country , prima pubblicazione su Overland Monthly , giugno 1899)    Gli uomini di Forty Mile ( The Men of Forty Mile , prima pubblicazione su Overland Monthly , maggio 1899)    Un'odissea del Nord ( An Odyssey of the North , prima pubblicazione su Atlantic Monthly , gennaio 1900)    Il privilegio del sacerdote ( The Priestly Prerogative , prima pubblicazione su Overland Monthly , luglio 1899)    Il figlio del lupo ( The Son of the Wolf , prima pubblicazione su Overland Monthly , aprile 1899)    All'uomo sulla pista ( To the Man on the Trail , prima pubblicazione su Overland Monthly , gennaio 1899)...