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Visualizzazione dei post con l'etichetta NEOLIBERISMO

KEYNES O HAYEK di N. Wapshott ovvero Come l'economia dipende dal volere della politica

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Questo saggio di Nicholas Wapshott, Keynes o Hayek (giustamente sottotitolato Lo scontro che ha definito l'economia moderna ), pubblicato in origine nel 2011 è, per i miei gusti, estremamente interessante. Keynes, il massimo innovatore dell'economia moderna, è messo a confronto con Hayek, alfiere del neoliberismo antistatalista. Da questo incontro/scontro nasceranno i due filoni principale della scienza economica.  Secondo me particolarmente gustoso perché da storie personali ed idee in opposizione e in connessione si giunge a una conclusione che Wapshott non dichiara apertamente, ma è implicita, impigliate fra le pagine del suo libro: il fare dell'economia dipende dal volere della politica. L'economia è il principale tramite cui la politica - o, in senso più lato, il potere -  incide sulla vita dei cittadini.  Per cui, prima di valutare l'efficacia o meno, il bene o il male, l'equità o l'iniquità delle scelte di politica economica è necessario c...

HOUELLEBECQ ECONOMISTA di Bernard Maris ovvero Sotto l'economia niente

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Bernard Maris, in questo suo piccolo saggio ironicamente intitolato Houellebecq economista , definisce l'economia una pseudoscienza “ in cui l'iperbolismo matematico dissimula la nullità concettuale ” . Non male, per un economista di professione. Non peccava certo di ipocrisia, Bernard Maris. Scrivo al passato dell'autore perché si tratta dell' economista e collaboratore di Charlie Hebdo ucciso nell'attentato del 07 gennaio 2015 a Parigi, come recita funerea la fascetta del volume. Perché Houellebecq economista ? Ovviamente perché Bernard Maris analizza l'opera narrativa e poetica dell'autore di Le particelle elementari cogliendone i vari aspetti che hanno a che fare con l'economia. Fin qui chiaro, persino banale, se non fosse che con la scusa di questa sorta di pamphlet Maris risponde a parecchie domande per lo più inespresse, e tuttavia fondamentali, cui solitamente non rispondono i testi di economia, sia, ritengo, per passiva accettazione di...

SULLA RAZIONALITÀ OCCIDENTALE di L. Gallino e A.A.V.V.: proposte di cura contro la ragione strumentale

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Il tema di questo severo Sulla razionalità occidentale , volume collettivo ad opera di vari esperti di scienze sociali curato da Mario Aldo Toscano e da Antonella Cirillo, tutto sommato è questo (spiegato con parole mie): riteniamo in genere, di essere piuttosto razionali e avveduti, soprattutto chi è anche solo mediamente istruito. In realtà, malgrado la nostra presunta razionalità, abbiamo assunto a modello antropologico degli apprendisti stregoni che hanno in mente più il profitto che la miglior sorte e del mondo e dell'umanità. Non solo: riteniamo di essere buoni, eticamente irreprensibili, in quanto per la vulgata la nostra avidità, purché attuata secondo le regole attuali, risulta vantaggiosa per tutti quanti, tuttavia la realtà ci si è già rivoltata contro da un pezzo, per cui sarebbe più giusto e sensato rinunciare all'illusione perniciosa dell'avidità benefattrice . L'intervento che a mo' di introduzione mette a fuoco il fulcro delle trattazioni è que...

1981: IL DIVORZIO FRA TESORO E BANCA D'ITALIA di D. Dalla Bona: quando le riforme nuocciono

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Questo 1981: il divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia di Daniele Dalla Bona racconta una storia nota, o meglio, che dovrebbe essere nota. Ma non lo è affatto.  Se lo fosse probabilmente sarebbe ben diversa la generale percezione di certi luoghi comuni economici . Col cosiddetto 'divorzio' tra Banca Italia e Ministero del Tesoro, sancito in maniera consensuale tra l’allora Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, la Banca Centrale italiana non fu più costretta ad acquistare in asta primaria i titoli invenduti . Fu una 'riforma' profonda, sancita con nulla più di uno scambio di comunicazioni tra i due alti funzionari, per certi versi inconsueta sotto il profilo formale, ma, a quanto pare, legittima. Benché una bella parte dell'arco parlamentare fosse contrario o molto perplesso. Di fatto ciò ebbe luogo in maniera graduale, poiché la riforma data luglio 1981, ma fino al 1988 la Banca d'Italia continuò ad acquistare sul mercato p...

GOODBYE KEYNES di F. Reviglio ovvero L'incubo di un contabile

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A fine giugno mi è capitato di sentire in diretta la telefonata di un ascoltatore di Prima Pagina , su Radio 3, che contestava il recupero in mare, appena avvenuto, dei corpi di settecento migranti naufragati il 18 aprile 2015. Per l'ascoltatore si sarebbe trattato di uno spreco di risorse pubbliche . A costui altri se ne sono aggiunti via sms. Eccone un sms, ad esempio: “ Non ci sono soldi x sanità pensioni manutenzione strade incentivi allo sviluppo riduzione del debito. Ma ci beiamo di aver recuperato il relitto di un barcone naufragato nelle acque libiche. Quanto è costata questa scellerata scelta demagogica? M.chiara ”. I giornalisti di Radio 3, per fortuna, hanno sostenuto che il recupero è stato un atto doveroso. Come siamo giunti a ragionare in maniera così disumana? L'abbiamo fatto accogliendo, secondo le parole di John Maynard Keynes, “ quel criterio che si può chiamare brevemente dei risultati finanziari, quale segno della opportunità di una azione qualsiasi, d...

ANSCHLUSS. L'ANNESSIONE di V. Giacché o Della tendenza alla totalità dei governanti tedeschi

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Questo è un libro che si prende in mano diffidenti, visto che ultimamente l'invettiva antitedesca va un po' di moda e il timore che anche questo volume voglia cavalcare l'onda è forte. In effetti Anschluss è decisamente critico verso i governanti tedeschi. Niente affatto, verso i cittadini tedeschi in generale, senz'altro più vittime che carnefici. Una critica che comunque origina da evidenze ineludibili, quasi mai affrontate da storici, economisti ed intellettuali. Chiarisco, siccome mi sono trovato a condividere l'impostazione del libro, che io non posso disprezzare la Germania, la sua letteratura e la sua cultura . Basta dare un'occhiata a questo blog. Ammiro l'ineguagliabile apporto tedesco al rigoglio della musica classica occidentale. E quando da turista mi sono recato in Germania mi sono sempre sentito perfettamente a mio agio. Diciamo pure che tornerei in Germania tutti gli anni. In Germania sovente pare di trovarsi nella culla della civiltà. Eppu...

LA CARTA E IL TERRITORIO di M. Houellebecq: "L'arte è sempre un'aggressione"

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  Lo scrivo subito che considero La carta e il territorio , il romanzo di Michel Houellebecq uscito nel 2010 e vincitore del premio Goncourt, un capolavoro dei nostri tempi, uno di quei romanzi necessari in una certa epoca, destinati a divenire classici in futuro . Non tutti concorderanno con la mia opinione, ma sono convinto che qualcuno ne diverga perché ai suoi occhi – magari inconsapevolmente - Houellebecq deve scontare il peccato mortale di essere uno scrittore di successo e sovente al centro dell'attenzione mediatica. Dell'importanza di Houellebecq nel panorama letterario attuale ho già accennato a proposito del suo romanzo Sottomissione . La carta e il territorio narra della vita dell'artista Jed Martin, del processo creativo alla base delle sue opere, fotografie, quadri, filmati, e del successo da lui ottenuto. La terza parte del libro devia dalla linea narrativa principale per dar vita a un falso plot giallistico. L'epilogo, infine, si svolge in un futuro...

LA DOCTA IGNORANTIA DI CHI HA VOTATO BREXIT

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(Visto l'andazzo temo che questo post piacerà a pochi. Ciononostante mi piacerebbe lo leggessero soprattutto coloro a cui non piacerà.) In questi giorni molto si è discusso, e tuttora si discute di vari aspetti della Brexit. Le asserzioni ripetute con maggiore intensità nei giorni scorse sono grossomodo queste: 1- Il referendum ha spaccato in due il regno Unito perché hanno scelto l'opzione Brexit il 52% dei votanti. 2- Il referendum ha spaccato in due il regno Unito perché la Brexit sarebbe stato votato della parte di popolazione più povera e ignorante. 3 - Il voto dei fautori del Leave è stato determinato innanzitutto dalla paura degli immigrati (paura del diverso + paura di chi ti ruba il posto di lavoro). 4 - Sotto il profilo economico le conseguenze per il Regno Unito e per il mondo saranno catastrofiche, o comunque avranno risvolti assai negativi. 5 - Sotto il profilo socio politico hanno vinto gli elettori più conservatori, più nazionalisti, più timorosi dei cambi...