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Visualizzazione dei post con l'etichetta LETTERATURA POSTMODERNA

ZERO K di Don DeLillo: un oggetto narrativo prosciugato fino all’astrazione

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Per Zero K , pubblicato negli USA la primavera scorsa e in Italia l’undici ottobre, Don DeLillo ha scelto un tema a sfondo fantascientifico. Lo spunto iniziale in effetti è un luogo comune della narrativa d’anticipazione. Le tematiche possono ricordare alcune opere pubblicate da Robert Silverberg nei primi Anni Settanta, quando dedicò ad argomenti affini alcuni dei suoi testi più significativi. Ad ogni modo, ancora una volta un grande autore della narrativa ‘tradizionale’ si rifà a un soggetto tipicamente fantascientifico e lo fa senza porsi preclusioni. DeLillo in particolare aveva già sfiorato la science fiction con La stella di Ratner del 1976. Ha inoltre coltivato affinità coi ‘generi’ anche in altre occasioni, ad esempio col thriller in Libra , uno dei suoi capolavori. In merito alla crioconservazione, centro nevralgico della narrazione, Don DeLillo ne ha minimizzato l’importanza con Riccardo Staglianò di Repubblica : « La verità è che ho limitato le mie ricerche al minimo i...

VIZIO DI FORMA di Thomas Pynchon ovvero Quando un surfista non si tuffa in mare

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Vizio di forma , il settimo romanzo di Thomas Pynchon , uscito nel 2009, è un noir intricato un po' in stile Chandler aggiornato agli anni '70, dove si perde quasi subito il filo dell'indagine portata avanti dall'investigatore privato Doc Sportello. L'intreccio passa quasi in secondo piano per lasciare spazio al mood del racconto. L'investigatore hippie Doc Sportello non può non ricordare Drugo Lebowsky: stesso tipo di indagine sconclusionata e stesso contesto, anche se in un periodo diverso. Pynchon scrive in maniera pirotecnica e anche qui i fuochi d'artificio non mancano. In Vizio di forma l'autore statunitense è capace di offrire letteralmente a ogni pagina almeno una trovata o una battuta che lascia ammirati per l'ironia e la capacità di dissacrare i costumi americani . Nulla a che vedere con la complessità e l'osticità dei romanzi precedenti (tranne Vineland ). Nella media di Pynchon Vizio di forma è una storia piuttosto semplice e li...

INFINITE JEST di D. Foster Wallace o L'intrattenimento fallito (o riuscito)

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(Completo qui le considerazioni su Infinite Jest iniziate nel post precedente ) Infinite Jest è senz'altro un libro smisurato e, a proposito di tale mancanza di misura, credo che per David Foster Wallace, come per tanti altri casi attuali, si possa parlare di razionalità settoriale . Già qui avevo accennato al fatto che oggi in particolar modo “la nostra razionalità è applicata in maniera ... parziale, per motivi di opportunità e per mera abitudine a focalizzare l'attenzione su dettagli isolati da tutto il resto”. A mio avviso il modo di ragionare dell'uomo contemporaneo soffre di una sorta di autismo: si è perso il contatto con la realtà complessiva, si fondano i propri ragionamenti su saperi specialistici, di conseguenza si agisce incuranti o inconsapevoli degli effetti al di fuori del propria limitata sfera operativa, perciò senza porsi limiti. Certamente non ritengo che la conoscenza di Foster Wallace della realtà complessiva fosse limitata, al contrario, per...

INFINITE JEST di D. Foster Wallace o L'infinito balbettio

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(Prima parte di un testo più lungo e impegnativo della norma. Che ben si addice, dunque, al soggetto cui è dedicato) Quest'anno cade il ventennale dell'uscita di Infinite Jest di David Foster Wallace, pubblicato poi in Italia nel 2000. Se ne è parlato anche perché è uscito il film The end of the tour – In viaggio con David Foster Wallace la storia del confronto tra un giornalista e la “rockstar della letteratura americana” durante il tour promozionale di Infinite Jest (io però non l'ho visto programmato da nessuna parte...). Ho ripensato a questo libro enorme (in ogni senso) - oltre millequattrocento pagine - che ho letto più di quindici anni fa. Non ho certo intenzione di ripetere quanto è stato dirompente Infinite Jest , lo si può leggere ovunque, in qualunque salsa, in qualunque lingua. Il contenuto del romanzo invece ve lo può spiegare anche wikipedia, qui . La lettura di Infinite Jest non è agevole e non credo possa esserlo per nessuno . Foster Wallace non sc...

UNDERWORLD di Don DeLillo: più grande del Grande Romanzo Americano

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Underworld è il libro più conosciuto e celebrato di Don DeLillo, un classico immediato fin da quando è uscito, nel 1997. Senza dubbio rappresenta l'apice dell'arte di DeLillo. Le vicende narrate nel romanzo, lungo più di 800 pagine, scorrono su piani temporali differenti, sfalsati, che si intersecano. Dopo il prologo ambientato durante una celebre partita di baseball del 1951, avvenuta contemporaneamente al primo test atomico sovietico, da una parte prende avvio la vicenda umana dell'esperto in rifiuti Nick Shay, presentata in episodi in senso cronologico discendente, dall'altra vengono seguiti i passaggi di proprietà della pallina da baseball oggetto del celebre fuoricampo avvenuto nel corso dell'episodio iniziale dagli anni Cinquanta a... Nick Shay. La scrittura di DeLillo è di una precisione cristallina, Underworld pare un romanzo scolpito nel diamante . In un romanzo ricco di scene diverse con diversi personaggi, dipanato per sequenze temporali separate, tut...